martedì 24 luglio 2007

"il grande incendio"

A pensare ad una premonizione viene in mente l'Odissea o l'Iliade. Quei convulsi attimi che separano i guerrieri dalla loro morte, e che antecedono sistematicamente una profezia, un flashforward. Oppure vengono in mente i giorni di interrogazione al Liceo: fulminati due secondi dopo aver pensato di essere interrogati. E altre cagate della serie "il sesto senso esiste". Sensazioni, ovvio. Frutto del fatto che sovrastimiamo psicologicamente eventi particolari, sottovalutando al contempo, tutte le sensazioni mai andate a buon fine. Dovrebbe trattarsi di questo suppongo. Altrimenti la predizione non può che essere la tesi di un sillogismo, che parte da ipotesi (osservazioni) che non tutti sono in grado di cogliere. Lasciando la prima spiegazione di "predizione" alle singole esperienze personali, la seconda (quella della predizione come sillogismo) può godere almeno di due casi eccellenti.

Il primo è tristemente recente: riguarda un controllore di volo dell'aeroporto Conghonhas-San Paolo, volutamente anonimo. Due giorni prima del disastro aereo egli affermò: «I militari brasiliani sono così incompetenti e corrotti (...) che se il governo non metterà fine al sabba di Infrareo (la società che gestisce gli aereoporti, in mano ai militari della Forza aerea brasiliana, Fab) ci sono le condizioni perché da un momento all'altro accada una nuova tragedia». Un tempismo perfetto, non c'è che dire. Ma a ben pensare il controllore era un "addetto ai lavori". Poteva cogliere certe premesse; poteva arrivare al sillogismo. In Brasile è già la seconda volta in nove mesi che accade qualcosa del genere. Il precedente disastro si è consumato in Amazzonia a settembre, dove "un Boeing si scontrò con un piccolo aereo privato facendo 154 morti", come riferisce Peacereporter. Quello del 18 luglio, il più importante per gravità, è un disastro aereo che "si inserisce proprio nel bel mezzo di un crocevia di accuse ai militari, che da anni andrebbero instascando, attraverso Infrareo, copiose tangenti sborsate dalla lobby delle compagnie aeree private. Il tutto per ottenere in cambio occhi chiusi e favoritismi". Il controllore era stato in grado di capire questo e altro (chi lo sa!), deducendo le sue logiche conseguenze. Non un Nostradamus, ma un attento osservatore.


Il secondo episodio riguarda uno dei miei gruppi musicali preferiti, e forse per questo motivo così fresco in memoria. Loro erano i "Noir Desire". Il brano in questione è "le grand incendie", una canzone scritta, come ha raccontato il cantante e leader dell'ex-gruppo Bertrand Cantat, a New York, durante una passeggiata sotto le allora Twin Towers. Il testo evoca atmosfere inquietanti, scenari apocalittici, divenuti realtà in più occasioni a partire dall'11 settembre 2001. "C'è fuoco dappertutto, emergenza, Babylone, Parigi crolla, a New York City cadono ruzzolando ora [...] Londra, Delhi, Dallas nello show, omaggio all'arte dei pompieri...". Genio e buona musica, questo erano i Noir Desire. Non si può non rimanere estasiati dall'aver visto cogliere delle premesse in tempi così poco sospetti, ed arrivare al giusto sillogismo. «La coincidenza è stata scioccante ma non voglio parlare di profezia», dirà poi Cantat, «penso di aver sentito un soffio di cose che erano già là, di aver sentito l'arroganza di chi crede di poter dominare il mondo».

E sempre per chiudere il cerchio, quale poteva essere la data di lancio di "Des visages des figures", il disco contenente per l'appunto "Le grand incendie"? Che domande! L' 11/09/2001. Un pizzico di coincidenza per rendere le cose ancora più affascinanti ci vuole sempre...

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1 commento:

Fabri ha detto...

mi hai fatto tornare in mente il film "Final Destination", in cui un ragazzo prevede lo scoppio dell'aereo su cui deve imbarcarsi a momenti con la sua classe..morale della favola: non si imbarca, non muore, ma la morte lo rincorre, poichè la sua fine è stata decisa..
smackette