martedì 11 settembre 2007

"il grande incendio"/2

Sette giorni dopo l'effettivo spegnimento di tutti i roghi che, da quella maledetta notte tra il 23 e il 24 agosto, hanno devastato il Peloponneso ed Eubea, la Grecia continua ad interrogarsi sulla catastrofe vissuta. Eventualmente aggiornando la conta dei morti; tra il 4 e il 5 settembre infatti essa è passata da 64 a 66 dopo il decesso di un militare da giorni in ospedale in situazione critica, e l'ennesimo cadavere rinvenuto nei pressi di Zahàro, il paese che ha fatto segnare più morti in assoluto.

Le cifre del bilancio, se pur ben note, non vanno dimenticate. Più di centoquaranta villaggi scomparsi dalla cartina geografica, più di un milione di ettari di boschi e coltivazioni andati perduti, sessantasei morti, migliaia di senzatetto. Nel Peloponneso l'ha scampata solo la prefattura di Patrasso (Achaìa). Cosa è successo nei dintorni è tristemente risaputo. Paesi e montagne devastati nella morsa dei vari fronti dell'incendio. La prefattura di Pyrgos (Ilìas) e di Sparta (Lakonìas) nel caos, ma non solo. Insieme a vaste zone del Taigeto e del Parnonas bruciano anche zone delle prefatture di Tripoli (Arkadìas), Argo (Argolìda), Corinto (Korinthìas), Chalkìda (Eybia), Eubea appunto, ecc. Incendi dolosi da qui non si scappa. In molti dei luoghi interessati dalle fiamme sono stati rinvenuti indumenti imbevuti di benzina. Non ne fa segreto il signor Chiritis, parlamentare del PASOK: «L'unico fine di questa immane tragedia è la speculazione edilizia. Ogni estate ci sono incendi e sono sempre gli stessi ad appiccarli: coloro che vogliono acquistare la terra per pochi euro e, in un paese privo di un catasto nazionale, selvaggiamente lottizzarla».


«Bιβλικη καταστροφη», «Εθνικη τραγωδια χωρις τελος» intitolavano giornali e trasmissioni televisive. "Catastrofe biblica", "Tragedia nazionale senza fine". Ad Olympia è persino andata a fuoco una parte marginale del sito archeologico ed una buona fetta della collina che sovrasta l'antico stadio, ma poteva andare a finire ben peggio, se il vento non avesse fatto la grazia di soffiare in un'altra direzione. Una situazione da tragicommedia: arrivano i camion dei pompieri, ma non possono caricare acqua dal paese perchè è rimasto idricamente isolato. E allora si va avanti con due elicotteri da modesto carico, incrociando le dita e attendendo dei rinforzi che non sarebbero mai arrivati in tempo, perchè impegnati a combattere il fuoco da qualche altra parte. Disorganizzazione e mal-coordinamento. Vergogna.

La Grecia riflette su quel che è stato ma anche su quel che sarà. L'estinzione del fuoco non corrisponde alla fine dei problemi. Anzi è ora che viene la parte più difficile. Che risposta dare alle migliaia di senzatetto? Cosa andare a dire a chi ha perso oltre alla casa, anche le sue coltivazioni, cioè quello di cui campava? Le prefatture Ilias e Lakonias sono due tra le maggiori esportatrici di olive ed olio. Tra meno di un mesetto ci sarebbe stata la raccolta... Difficile credere che i tremila euro di risarcimento a tutte le vittime possano far tornare il sorriso a qualcuno. A Zahàro è stata anche allestita per loro una tendopoli in spiaggia. Terribili le dichiarazioni di alcuni volontari lì presenti per cercare di recuperare dal punto di vista psicologico queste persone; molti non vogliono più vivere. Con che coraggio si può dire ad una coppia di ottantenni di rimettere in piedi qualcosa che si è guadagnato duramente nel corso della sua vita con tanti sacrifici?

Ci si interroga, con un occhio rivolto alle elezioni ormai prossime di domenica. A chi vanno addossate le responsabilità? Il governo di centro-destra uscente ND ("Nea Democratia") di Kostas Karamanlis ha a lungo sostenuto la tesi dell'impotenza di azione delle forze anti-incendio su così tanti fronti. Ed in effetti la situazione è stata difficile da gestire: gli incendi accesi in rapida sequenza nelle ore della notte, l'assenza in molte aree di collegamenti stradali che avrebbero garantito un maggiore pronto intervento dei vigili del fuoco, le avverse condizioni climatiche dovute al forte vento. Ciò non basta tuttavia a giustificare una situazione andata abbondantemente fuori controllo. Dura la linea del PASOK ("PAnellinio SOcialistikò Kinima"), il maggiore partito d'opposizione, centro-sinistra, presunto socialista: «Il governo, per incuria o negligenza ha smantellato l'apparato di sicurezza che era stato creato nel 2004 per le Olimpiadi di Atene». Il quale tuttavia si è evidentemente dimenticato di spiegare e ricordare i 240 incendi dell'agosto 2001, epoca in cui governava. Dura, durissima la posizione dei partiti di sinistra KKE ("Komunistikò Komma Elladas") e SIRIZA ("Synaspismos Risospastikis Aristeras"), unanimi nel denunciare l'incapacità dei due partiti che si alternano da 30 anni al governo del paese. «Non c'è motivo di temere un nuovo scenario, anzi. Siamo contro ND e PASOK. Bisogna rompere questo bipartitismo, perchè ci ha portato alla catastrofe. Dopo il voto ci auspichiamo fortemente di avere un "penta-partitismo"».

I sondaggi hanno evidenziato come sia ND che PASOK abbiano perso entrambi circa due punti percentuali a favore dei partiti minori. Il partito di Karamanlis raccoglie ora il 29.5% dei consensi, il PASOK il 28.1%; in crescita KKE e SIRIZA, rispettivamente 8,1% e 4,7%, ma anche il partito di estrema destra LAOS, col suo 3,6%. Conterà vedere come si distribuiranno gli indecisi. In spagna Aznar perse la corsa per il governo in seguito agli attentati del marzo 2004. In Grecia paradossalmente il PASOK ha perso leggermente terreno rispetto a chi sta al governo adesso, e cioè ND. Quel che più colpisce è proprio questo: entrambi i partiti maggiori perdono preziosi punti percentuali, ma il distacco tra loro rimane inalterato, ed anzi leggermente maggiore di prima. A favore di KKE, SIRIZA e LAOS. Una cosa che qui in Italia verrebbe chiamata "crisi della politica". Voglia di cambiare aria...

E che il prossimo fuoco ad Olympia, possa essere quello piccolo di una torcia che arriverà a Pechino.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

povero peloponneso..
mi venivano i brividi a vedere i vecchiettini del posto che lasciavano le loro case per fuggire dalle fiamme..
..e così in grecia hanno vinto i conservatori? so già che sarà lo spunto per un nuovo intervento, o sbaglio? :-P
filakia!

m lombardi ha detto...

No niente intervento!
riporto le cifre... tutto più o meno secondo previsioni...mi aspettavo qualche altra scelta da parte degli indecisi che invece ha finito per votare quasi in blocco ND/PASOK (purtroppo):

- ND: 41,84% (152 parlamentari);
- PASOK: 38,10% (102 parlamentari);
- KKE: 8,15% (22 parlamentari);
- SYRIZA: 5,04% (14 parlamentari);
- LAOS: 3,80% (10 parlamentari)

altra brutta new: entra per la prima volta in parlamento il gruppo di estrema dx e fondamentalista ortodosso "Laos", che supera la soglia di sbarramento del 3%.