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sabato 8 dicembre 2007

Decameron: bello fin quanto è durato


Dico subito; chiunque si permetterà di dare giudizi su Luttazzi basandosi solo su questo video estrapolato dalla sua realtà è un coglione che non merita considerazione.


Luttazzi ancora una volta è stato epurato meschinamente, questa volta forse in maniera ancora più vigliacca, se è possibile. La7, paladina della libertà d'espressione, prima lo assolda, concedendogli carta bianca, e relegandolo alla fascia oraria assimilabile come "zona porno"; poi tutto d'un tratto, dimostrando una tolleranza così marcata da essere tagliata con un grissino, al primo accenno di merdo&piscio (chi conosce gli spettacoli di Luttazzi sa bene di cosa parlo) lo silura.


E meno male che Antonio Campo Dall'Orto, poco prima dell'estate annunciava: «Sono più che mai felice del suo ritorno in tv, avvenuto fin troppo tardi, anche perché ormai la satira è assente dal piccolo schermo». Campo Dall'Orto nella conferenza stampa di presentazione di Decameron aveva ribadito di aver garantito al comico totale libertà e carta bianca. Ma c'è libertà e libertà. E "bisogna farne un uso responsabile". Cosa che non è avvenuta, perchè al posto di Vespa, si è deciso di dedicarsi a Ferrara.


Nel comunicato di sospensione di Decameron si va oltre: "Le espressioni usate sono palesemente in contrasto con la satira e si configurano come una provocazione alla dignità e all'onore personale di un nostro collaboratore". Sparatevi.


Anche la7 ha emanato il suo "De Contra Jogulatores obloquentes". Complimenti per la faccia di cazzo.

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PS «La volgarità è il pretesto principe per tappare la bocca alla satira. Chi dice queste cose è ignorante in materia, dovrebbe leggersi Rabelais, Swift, Sterne. La cacca per il satirico è come la pietra filosofale per l'alchimista. L'autore satirico utilizza l'escremento per arrivare alla grazia: un'arte pregevolissima». [Daniele Luttazzi, 5 ottobre 2006]

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lunedì 5 novembre 2007

strisciante, maurizio mosca


Nome: Maurizio
Cognome: Mosca
superphylum: acelomate
Phylum: Platyhelminthes
Classe: Cestoda
Ordine: Cyclophyllidea
Famiglia: Taenidae
Genere: Taenia

La tenia Maurizio Mosca è un tipico platelminta endoparassita. Vive all'interno di una trasmissione televisiva ospite, dove immersa in una cozzaglia di inutilità, faziosità, paraculismo ed ignoranza, vive e si riproduce. Dall'ospite intermedio, che è la televisione (la preda più ambita è
generalmente "Controcampo"), la tenia Maurizio Mosca passa quindi alla sua preda finale, quella in cui si stabilirà definitivamente: l'ignaro telespettatore seduto sul divano di casa propria. Attraversando milioni di tubi catodici simultaneamente, le piccole oncosfere contenenti le minuscole larve della temuta tenia, si propagano senza lasciare via di scampo.

L'impatto del platelminta endoparassita con l'ospite finale è anestetizzante. La vittima è dapprima indotta a non dare rilievo ai primi sintomi di evidente "imbarazzo di stomaco" e ai primi moderati moti armonici dei genitalia masculina externa. Ma malattia è degenerativa. A volte l'istinto animale autoprotettivo dell'esemplare maschio seduto sul divano è in grado di far lanciare in tempo dal proprio cervello efferenze atte a scongiurare la situazione di pericolo, mediante output motori che facciano premere il tasto del telecomando per cambiare canale prima che sia troppo tardi. Ma non tutti gli esseri umani ne sono in grado. Ed è lì che la spietata tenia Maurizio Mosca colpisce, viscida e meschina. L'infestazione delle oncosfere di cazzate prosegue imperterrita provocando nell'esemplare maschio nausea, colate di vomito, senso di impotenza ed encefalite cronica. Si va ad insediare nel cervello degli individui che colpisce, aggrappandosi alle pareti; da qui produrrà poi un gran numero di segmenti corporei, "proglottidi", divenendo lunga anche più di un metro. Scopo ultimo, l'attacco senza pietà di ogni neurone cui va imbattendosi. La tenia Maurizio Mosca porterà alla morte dopo un certo periodo, dopo l'abbattimento di tutti i neuroni dell'esmplare maschio contaminato.


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lunedì 1 ottobre 2007

el ingenioso hidalgo don sgarbi de ferrara


Ci piace ricordarlo così. Col suo ciuffo ribelle, la sua immensa oratoria, la sua tempra d'acciaio, le sue "realistiche" distorsioni, la sua innata superbia, le sue roboanti cazzate. Lui, il diverso. Garitta contro i luoghi comuni ed il qualunquismo, intellettuale e filosofo. La nuova abominevole creatura del terzo millennio: l'anticonformista reazionario.

Nella sequela di stronzate partorite dall'abile mente ladra quattro passaggi tra tutti... :
«Non è vero che i cittadini sono meglio dei politici»; «I giovani galleggiano come degli stronzi»; «La scuola è piena di insegnanti che non sanno cosa dire»; «La classe politica italiana è di ottima qualità».
(Chi è il politico, e chi il comico?)

...più una, la più pericolosa: «Il mondo non si cambia».
(Chi il disfattista privo di idee?)

Riassumendo: un comico vestito da politico, arrogante, volgare e reazionario.

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